FederimpreseItalia – Regione Abruzzo è organo consultivo del MI.S.E.

L’Associazione è iscrittta al registro della Trasparenza del MISE.

Il Registro intende garantire:

  • che le decisioni siano prese nel modo più partecipativo possibile, considerato che il MISE e le sue articolazioni interagiscono con un’ampia gamma di gruppi e organizzazioni che rappresentano interessi specifici;
  • che le interazioni tra il MISE ed i suoi interlocutori siano trasparenti, attraverso la pubblicazione e l’aggiornamento del profilo di questi soggetti (attività, dati finanziari, etc.);
  • che chiunque possa monitorare e vigilare sulla correttezza del processo decisionale;
  • che sia favorito il controllo diffuso da parte di cittadini e utenti sull’operato dell’Amministrazione

SPORTELLO IN RETE

Federimpreseitalia Abruzzo è accreditata presso il Consip per inserire le micro e piccole imprese nel mercato telematico riservato alla pubblica amministrazione il ME.P.A..

Il ME.P.A. è un mercato digitale per gli acquisti sotto la soglia comunitaria di beni, servizi e lavori di manutenzione, offerti da fornitori abilitati.

Il ME.P.A. è un mercato digitale in cui le Amministrazioni possono approvvigionarsi di beni, servizi e lavori di manutenzione offerti dai fornitori abilitati, per importi inferiori alla soglia comunitaria.

Le Amministrazioni in questo modo hanno la possibilità di scegliere un’ampia varietà di prodotti e/o servizi offerti da una pluralità di fornitori. Il Mercato elettronico è aperto a tutti gli operatori economici che soddisfino i criteri di abilitazione. Tale modalità di acquisto e negoziazione, per le sue peculiarità, è più adatta ad acquisti frazionati ed esigenze specifiche.

I vantaggi per i fornitori sono:

  • Diminuzione dei costi commerciali e ottimizzazione dei tempi di vendita;
  • Accesso al mercato della P.A. su tutto il territorio nazionale, o in aree delimitate;
  • Potenziale valorizzazione della propria impresa anche se di piccole dimensioni;
  • Concorrenzialità e confronto diretto con il mercato di riferimento;
  • Rinnovamento dei processi di vendita.

Per Informazioni: info@federimpreseitaliaabruzzo.it oppure vai alla pagina contatti.

Voucher per l'innovazione

I nostri professionisti sono acccreditati al MISE come Innovation manager per:

- l'implementazione dei processi  digitali nelle aziende

- applicazione dei nuovi sistemi organizzativi, contabili e amministrativi

Sono tre le fasi previste per le imprese che vogliono richiedere il voucher. Ecco tutte le date e gli orari precisati dal Mise nel decreto e sul sito istituzionale dell’ente:

  • Prima fase – verifica preliminare relativa al possesso dei requisiti necessari per accedere alla procedura informatica: 31 ottobre 2019 dalle 10
  • Seconda fase – Dedicata alla compilazione della domanda: dal 7 novembre alle 10 fino al 26 novembre alle 17
  • Terza fase – Invio vero e proprio della domanda di accesso alle agevolazioni: dal 3 dicembre 2019 alle 10. Sarà importante essere veloci: le domande vengono accolte in ordine cronologico fino all’esaurimento dei fondi stanziati.

L’agevolazione è costituita da un contributo in forma di voucher concedibile in regime “de minimis” ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013. Il contributo massimo concedibile è differenziato in funzione della tipologia di beneficiario:

  • Micro e piccole: contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 40 mila euro
  • Medie imprese: contributo pari al 30% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 25 mila euro
  • Reti di imprese: contributo pari al 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 80 mila euro

https://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/voucher-consulenza-innovazione

Per Info:

ettore@federimpreseitaliaabruzzo.it

luca@federimpreseitaliaabruzzo.it

I reati iva nel novero dei reati 231/01

Con l’uso di fatture false, scatta anche la responsabilità da reato degli enti ex dlgs 231/2001. Col rischio di sanzioni fino a 774.500 euro.

Cresce il numero dei reati presupposti previsti dal decreto legislativo 231/01 denominata responsabilità amministrativa da reato dell’ente, che sorge quando uno degli illeciti penali tassativamente previsti svengano commessi, nell’interesse o a vantaggio della società, da parte dei soggetti apicali, ovvero a seguito dell’omissione di controlli da parte dei vertici sui subordinati.

Si prevede l’inserimento dell’art. 25-quinquiesdecies: “in relazione alla commissione del delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall’articolo 2 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, si applica all’ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote».

Deve essere evidenziata, al momento, la mancata previsione del trattamento punitivo di sanzioni interdittive, che, spaziando dall’interdizione dall’esercizio dell’attività alla sospensione o revoca di autorizzazioni o licenze; dal divieto di contrattare con la pubblica amministrazione all’esclusione da agevolazioni o finanziamenti, inciderebbero pesantemente sulla stessa gestione della società.

Per informazioni rivolgeti allo studioldg, partner di FederimpreseItalia

GLI INDICATORI DELLA CRISI

Di seguito l’elenco completo degli indicatori della crisi proposto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti  con i dovuti chiarimenti e commenti:

  1. Patrimonio Netto Negativo
  2. DSCR previsionale a 6 mesi
  3. Oneri Finanziari sui Ricavi
  4. Patrimonio Netto su Mezzi di Terzi
  5. Attivo a Breve su Passivo a Breve
  6. Cashflow su Attivo
  7. Debiti Previdenziali e Tributari su Attivo

I primi due indicatori di allerta possono assumere valori validi, come si vedrà, per tutte le tipologie di attività.

I rimanenti 5 indici hanno valori di validità in range specifici per ciascun settore.

Analizziamo brevemente gli indicatori.

PATRIMONIO NETTO

Nel momento in cui il Patrimonio Netto di una società è totalmente eroso dalle perdite, ci si trova in una situazione di piena crisi aziendale. La verifica del Patrimonio Netto è compito di chi redige il bilancio d’esercizio e del sindaco e/o del revisore. Questi sono, infatti, chiamati ad esprimersi sul cosiddetto going concern, ovvero sui presupposti della continuità aziendale. Nel caso in cui ci si trovi di fronte ad un Patrimonio Netto Negativo, vi sono solo 2 strade:

  • Ricostituzione del patrimonio attraverso nuove risorse apportate dai soci ed avvio di un processo di ristrutturazione aziendale;
  • Messa in liquidazione della società.

DSCR previsionale a 6 mesi

Il Debt Service Coverage Ratio, abbreviato in DSCR, previsionale a 6 mesi è invece un indicatore predittivo. Il DSCR a 6 mesi risponde alla richiesta del legislatore di dare evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno per i 6 mesi successivi. L’indice non deve essere inferiore a 1, ovvero i flussi di cassa operativi, al netto delle imposte, devono essere superiori ai flussi in uscita per il pagamento dei debiti bancari.

Nel caso in cui i primi due indici risultassero insufficienti si passerà all’esame dei restanti indici

Nella tabella sottostante sono riportati i valori soglia dei 5 indicatori di allerta:

7-indicatori-della-crisi-d-impresa-tabella

Oneri Finanziari sui Ricavi

L’indice fornisce un’informazione molto generica sulla sostenibilità dell’indebitamento bancario. Il parametro, secondo CNDCEC non deve essere superiore a 1,5% – 3,8% nelle rispettive categorie settoriali.

Patrimonio Netto su Mezzi di Terzi

Il significato del Patrimonio Netto sui Mezzi di Terzi è questo: più l’impresa è capitalizzata con i mezzi propri (dei soci) e più è solida. Questo indice del livello di capitalizzazione dell’impresa non deve essere inferiore ai valori soglia che oscillano tra 2,3% – 9,4%.

Attivo a Breve su Passivo a Breve

L’indice che mostra la capacità di far fronte ai debiti a breve utilizzando le disponibilità a breve. Il rapporto tra l’attivo a breve ed il passivo a breve non deve essere inferiore ai valori soglia indicati dal CNDCEC, che variano dal 69,8% al 108%. Minore è la percentuale e minore è la quantità di crediti esigibili nel breve termine, destinati a coprire i fornitori e altri debiti a breve.

Cashflow su Attivo

Il rapporto tra il free cash flow e l’attivo indica il rendimento complessivo dell’investimento in termini di cassa generata. In sintesi il cashflow su attivo indica quanta cassa effettivamente è generata dal totale dell’investito nell’attivo, ovvero beni capitale e attivo circolante.

Debiti Previdenziali e Tributari su Attivo

Particolare attenzione meritano i debiti tributari e previdenziali, anche perchè l’INPS e l’AdE sono due degli Enti che devono segnalare lo stato di difficoltà dell’azienda. L’indicatore dei debiti previdenziali e tributari su attivo è sicuramente una novità nel novero degli indici di bilancio. Questo parametro deve assumere un valore inferiore alle soglie che variano dal 2,9% al 14,6% nei vari settori.

Le soglie dimensionali per la nomina del revisore

revisore legale

Ai fini della prima applicazione della nuova normativa, art 2477 cc comma 3 e 4, l’obbligo della nomina del revisore scatta se nei due esercizi antecedenti ovvero  2018 e 2017, la scadenza la società ha superato almeno una delle seguenti soglie dimensionali:

  • 4 Mln Euro di attivo
  • 4 Mln Euro di ricavi
  • 20 dipendenti occupati in media

Il mancato superamento di tali soglie non esonera l’impresa dall’introduzione dei sistemi di allerta crisi e altre procedure previste dal CCII. L’amministratore è esonerato solamente dalla nomina di un organo di controllo esterno, quindi dovrà provvedere internamente a monitorare gli indicatori della crisi e gli early warnings.

La riforma della crisi d’impresa: una opportunità di crescita per tutte le imprese

Crisi d'impresa opportunità di crescita

La nuova legge sulla crisi d’impresa deve essere spunto di riflessione per tutti gli imprenditori: dall’artigiano al grande industriale.

Vengono introdotti e resi “obbligatori” sistemi di gestione previsti dalla migliore dottrina aziendalistica come:

  • il sistema dei rating aziendali o allert;
  • le previsioni economiche o budget;
  • i flussi di cassa prospettici o gestione della tesoreria.

Sistemi e procedure, gli adeguati assetti amministrativi, che comportano una gestione razionale dell’attività, con benefici immediati e futuri.

Nelle indicazioni date dalla BCE, infatti, entro due anni, le banche saranno obbligate ad accantonare riserve monetarie anche per quelle aziende che avranno un rating positivo, ma non saranno dotate di un sistema informativo in grado di offrire informazioni economico/ finanziarie adeguate, come:

  • Budget;
  • situazioni infrannuali, almeno trimestrali;
  • flussi di cassa previsionali.

Per aiutare la crescita delle imprese il governo ha previsto un credito d’imposta per chi si serve professionisti iscritti in un apposito elenco.

Per informazioni:

  • Info@federimpreseitaliaabruzzo.it
  • luca@federimpreseitaliaabruzzo.it

Frodi finanziari e decreto 231/01

La società risponde per gli illeciti in ambito iva ex decreto legislativo 231 del 2001.

La Camera, infatti, ha approvato in via definitiva la delega al Governo per recepire, tra le altre 25, la Direttiva PIF ovvero Protezione degli Interessi Finanziari 2017/1371.

Il relativo provvedimento delegato, una volta approvato comporterà l’ingresso delle frodi IVA nel catalogo dei reati presupposti decreto231 .

LO SCAMBIO MERCI / PUBBLICITA’

Win to Win

Un’impresa, invece che attingere alla propria liquidità per finanziare le campagne pubblicitarie e di marketing, può pagare con le merci che produce e/o commercia (Barter pubblicitario).

Ad offrire il servizio di pubblicità e ricevere in cambio le merci è la cosiddetta “barter company”.

Il baratto è perfettamente legale e disciplinato da una normativa che prevede una regolare emissione di fatture dello stesso importo da parte dell’azienda che cede le merci e di quella che fornisce la pubblicità con iscrizione in bilancio di ricavi, costi, crediti e debiti compensati.

I vantaggi dell’operazione sono molteplici:

Promozione Pubblicitaria

Aumento esponenziale della visibilità – campagne pubblicitarie sempre nuove.

Incremento del fatturato

Miglioramento degli Economics in Bilancio

Nessun utilizzo di liquidità – abbattimento costo del denaro

Il barter trading è un’operazione a esborso di cassa nullo

Nessun impatto negativo sul cash flow – maggiore disponibilità da poter investire in altro.

Rotazione di magazzino

Chi ha una sovrapproduzione invenduta oppure ha acquistato in eccesso può beneficiare di un alleggerimento delle scorte.

Credito d’imposta.

Si beneficia di un credito d’imposta per il 2019 e 2020 pari al 75% in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali.

SERVIZIO DI BROKERAGGIO

brokeraggio

L’associazione FederimpreseItalia-Abruzzo svolge, tramite professionisti qualificati, attività di brokeraggio nei settori:
– assicurativo
– luce/gas
– noleggio a lungo termine.
Sia per privati che per aziende.
Nell’ambito dell’analisi dei fabbisogni, sarà compiuta una analisi attenta e puntuale per evitare sovrapposizioni e carenze
Contattateci su info@federimpreseitaliaabruzzo.it

Conosci il tuo contratto di mutuo?

Hai mai letto un contratto di mutuo per intero?

Forse no, troppo lungo e probabilmente pieno di tecnicismi che sono comprensibili solo agli addetti ai lavori.

Forse non sai che, proprio tra quelle righe, quelle clausole, quei tecnicismi, molto spesso è celato un possibile vantaggio economico a tuo favore, quindi un effettivo risparmio sul mutuo stesso.

Fare una verifica sui contratti (c’è tempo fino a 10 anni successivi al pagamento dell’ultima rata) può produrre dei buoni risultati in termini di effettivo risparmio.

Possiamo controllare gratuitamente se sia possibile ottenere dei vantaggi economici   (senza inutili perdite  di tempo e denaro), verificando tutti i contenuti in termini di chiarezzadeterminatezza e regolarità delle condizioni economiche praticate, correttezza e legittimità (anche riguardo alle garanzie acquisite), delineando le migliori azioni per recuperare denaro solo in caso realmente positivo.

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Criptovalute. “Con la moneta i big del web diventano Stati-padroni” Intervista ad Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali (di Francesco Lo Dico, “Il Mattino”, 20 giugno 2019)

La sfida lanciata da Facebook con la valuta alternativa è l’ennesimo segnale di una vera emergenza democratica legata alla società digitale. I colossi del web hanno oggi volumi di transazioni paragonabili a quelle di molti Stati, trattano alla pari con i governi, fanno con loro accordi non solo commerciali, e adesso battono anche moneta. Quote immense di potere stanno via via passando di mano dagli Stati a soggetti privati. Se il settore non sarà vincolato in fretta a principi di governance democratica, rischiamo di consegnare un’ampia fetta dei nostri diritti a un pugno di monarchie digitali, fondate sul potere dei dati”. Il Garante della Privacy Antonello Soro non nasconde la sua grande preoccupazione.

Presidente, gli accordi stipulati negli ultimi anni tra alcuni Stati e colossi come Google ad Amazon, segnalano che i social ambiscono a sostituirsi definitivamente alle banche. Quali tipi di rischi coglie dietro questa ulteriore evoluzione dei social?

“L’idea di coniare criptovalute e allestire servizi bancari digitali non è solo la traslazione della logica della disintermediazione dal mondo valutario, ne una banale questione di evoluzione tecnologica. Siamo in presenza di una questione di potere gigantesca che mette in gioco temi dall’impatto politico e sociale devastante. Il pericolo è chiaro: siamo di fronte a un processo che può portare a un sistema finanziario globale, parallelo, competitivo e tendenzialmente prevalente rispetto a quello regolato dalle autorità internazionali. Per le grandi piattaforme tecnologiche americane – ma non per quelle cinesi che godevano già di un enorme potere – è la chiusura del cerchio: il potere di battere moneta, simbolico di uno Stato sovrano, consegna ai colossi del web poteri illimitati”.

Le banche tradizionali sono soggette a regole stringenti. Quali rischi comporta demandare ai social la gestione dei nostri portafogli?

“Adesso si dirà che i dati delle transazioni finanziarie resteranno separati da quelli che Facebook raccoglie sulla piattaforma social, ma in realtà abbiamo già troppe esperienze di impegni mancati rispetto alla privatezza. La piattaforma americana si impegnò ad esempio a tenere distinti i dati social degli utenti da quelli raccolti su Whatsapp. Ma così non è accaduto. Pensare che non accadrà neanche questa volta è dunque del tutto legittimo. Stavolta con conseguenze ancora più preoccupanti anche per la privacy. Anche il sistema blockchain non è così sicuro come viene presentato, ma evidenzia anzi molte possibili criticità”.

Quali rischi comporta il possesso di dati così sensibili?

“Il punto vero della questione è che chi possiede la piattaforma nella quale si svolgono gli scambi monetari, è lo stesso soggetto che possiede le informazioni di miliardi di persone. Parliamo di soggetti che attraverso quelle informazioni hanno sviluppato un crescente potere di persuasione e di predizione e che tendenzialmente potrebbero sviluppare un sistema infettato dai gerani della discriminazione. Se una piattaforma decide di estromettere un certo soggetto o una certa categoria di persone dal suo sistema di pagamento privato, che fine fanno i loro diritti? Chi li tutela?”.

A colpire è il grande lassismo con il quale molti Stati, europei ed extraeuropei, hanno concesso ai social poteri tanto invasivi.

“In effetti i governi appaiono al momento o impotenti o inconsapevoli davanti a questo processo di trasformazione che accresce il potere delle grandi oligarchie fondate sul possesso dei dati personali. Più che cedere alla disperazione o al luddismo, occorre pensare tuttavia a come costruire forme di regolazione della società digitale. In primo luogo, proprio come avviene per le transazioni materiali, quelle immateriali devono essere regolate da principi di trasparenza e governance democratica”.

L’Europa però si è mossa in senso contrario finora. All’inizio del 2018, la normativa Psd2 ha riconosciuto ai colossi digitali la possibilità di accedere ai nostri conti corrente per raccogliere i pagamenti senza intermediari.

“Fu una normativa fortemente discussa anche nel nostro Paese. Ma è in ogni caso una direttiva che non può essere in contrasto con i regolamenti dell’Unione europea. Il regolamento europeo in materia di privacy e le regole Antitrust possono e devono introdurre dei limiti. Questi soggetti dotati di eccezionale potere tecnologico rischiano di creare enormi asimmetrie rispetto al mercato regolato. Di conseguenza bisognerà alzare la guardia. Non è un problema di settore, ma di equilibri di potere. La società digitale rischia di determinare una vera emergenza, che chiama in causa i futuri equilibri della nostra democrazia”.