Dal 16 marzo 2019 obbligo di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili

L’art. 375 del D.Lgs. 14/2019, in vigore dal 16 marzo 2019, ha stabilito l’introduzione del co. 2 dell’art. 2086 c.c., così formulato: “L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”.

Gli obblighi incombenti sull’imprenditore individuale sono, invece, definiti dall’art. 3, co. 1, del D.Lgs. 14/2019  che entrerà in vigore dal 15 agosto 2020, in base al quale “L’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte”.

Si può affermare che l’obbligo di adottare adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili ricade su tutte le società, indipendentemente dal fatto che si trovino in una situazione di difficoltà: infatti l’art. 2086, co. 2, c.c., precisa, che tale obbligo deve essere assolto da tutte le società “anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale”, a differenza dell’imprenditore individuale che deve soltanto assumere le misure idonee ad intercettare i sintomi della crisi. Per quanto concerne il concetto di assetto organizzativo, questo deve essere inteso come l’insieme delle procedure e regole finalizzate a garantire la corretta attribuzione del potere decisionale in relazione alle capacità e responsabilità dei singoli soggetti. L’assetto amministrativo e contabile riguarda, invece, il sistema contabile nella sua completezza, che deve essere rilevare gli accadimenti aziendali maniera tempestiva e attendibile, la produzione di informazioni valide e utili per le scelte di gestione e la salvaguardia del patrimonio aziendale, nonché di dati attendibili per la formazione del bilancio

Gestione di controllo

Il nostro approccio al controllo di gestione 4.0. Un sistema di gestione dell’impresa che aiuta l’imprenditore, il management a centrare i risultati attesi.

Mettiamo a disposizione dell’imprenditore e della Direzione Generale, il nostro know how, acquisito in oltre 25 anni di esperienza in imprese di medie e grandi dimensioni, ma valido anche per le piccole.

La nostra metodologia si fonda nello sfruttare le conoscenze dell’imprenditore e del management per individuare le aree critiche, vederle in un’ottica nuova, e proporre le correzioni più idonee.

L’intervento è di tipo modulare, ogni realtà può scegliere i moduli che più necessità, personalizzando l’intervento.

Perchè questo modello è valido per la mia azienda?

– perchè nessuno conosce l’azienda meglio dell’imprenditore;

Infatti il cardine dell’intervendo è quella di aiutare l’imprenditore a capire quali sono le aree di intervento.

Abramo Lincon una volta disse: “se avessi solo otto ore per tagliare un albero passerei sette ore ad affilare lascia.”

Una volta individuate le aree critiche bisogna intervenire, come disse Albert Einstein:

 “I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati.”

Ecco perchè il modello proposto E’ QUELLO GIUSTO.
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GDPR: FINITO IL PERIODO DI TOLLERENZA

Decorso il periodo transitorio c.d. di “tolleranza” che tutti gli Stati europei hanno osservato per consentire alle imprese di adeguarsi al nuovo sistema legato al GDPR 679/2016, è tempo delle verifiche e dei controlli (audit, ispezioni, indagini) nonché dell’irrogazione delle prime sanzioni amministrative. Da una prima analisi compiuta fino ai giorni d’oggi, possiamo dire che le autorità di controllo (Garanti privacy in Europa) stiano tenendo un approccio ragionevole e ponderato in merito alle sanzioni per il mancato rispetto del GDPR, e ciò, in modo conforme a quanto dispone il regolamento stesso, secondo cui le sanzioni devono essere “effettive, proporzionate e dissuasive”. Dalla predetta analisi emerge altresì come tutte le sanzioni finora inflitte presentino un denominatore comune rappresentato dal mancato rispetto dell’Accountability, principio cardine del GDPR.

Il termine in lingua inglese utilizzato dal Legislatore europeo “accountability”, che trova in italiano la traduzione più adatta in“responsabilizzazione”– In realtà il termine inglese  Accountability esprime un concetto diverso e più ampio della semplice responsabilità. Per comprenderne appieno il significato possiamo dire che l’esigenza sottesa al principio di responsabilizzazione mira al raggiungimento della protezione effettiva del dato personale oggetto di trattamento: i soggetti che determinano finalità e mezzi del trattamento, o che trattano i dati per loro conto, dunque il titolare ed il responsabile del trattamento, devono non solo agire secondo le migliori prassi ma anche dimostrando di aver posto in essere tutte le misure di sicurezza opportune e necessarie, conformemente alle dimensioni e capacità economiche del titolare, fornendo una giustificazione al perché delle decisioni ed azioni intraprese.