GLI INDICATORI DELLA CRISI

Di seguito l’elenco completo degli indicatori della crisi proposto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti  con i dovuti chiarimenti e commenti:

  1. Patrimonio Netto Negativo
  2. DSCR previsionale a 6 mesi
  3. Oneri Finanziari sui Ricavi
  4. Patrimonio Netto su Mezzi di Terzi
  5. Attivo a Breve su Passivo a Breve
  6. Cashflow su Attivo
  7. Debiti Previdenziali e Tributari su Attivo

I primi due indicatori di allerta possono assumere valori validi, come si vedrà, per tutte le tipologie di attività.

I rimanenti 5 indici hanno valori di validità in range specifici per ciascun settore.

Analizziamo brevemente gli indicatori.

PATRIMONIO NETTO

Nel momento in cui il Patrimonio Netto di una società è totalmente eroso dalle perdite, ci si trova in una situazione di piena crisi aziendale. La verifica del Patrimonio Netto è compito di chi redige il bilancio d’esercizio e del sindaco e/o del revisore. Questi sono, infatti, chiamati ad esprimersi sul cosiddetto going concern, ovvero sui presupposti della continuità aziendale. Nel caso in cui ci si trovi di fronte ad un Patrimonio Netto Negativo, vi sono solo 2 strade:

  • Ricostituzione del patrimonio attraverso nuove risorse apportate dai soci ed avvio di un processo di ristrutturazione aziendale;
  • Messa in liquidazione della società.

DSCR previsionale a 6 mesi

Il Debt Service Coverage Ratio, abbreviato in DSCR, previsionale a 6 mesi è invece un indicatore predittivo. Il DSCR a 6 mesi risponde alla richiesta del legislatore di dare evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno per i 6 mesi successivi. L’indice non deve essere inferiore a 1, ovvero i flussi di cassa operativi, al netto delle imposte, devono essere superiori ai flussi in uscita per il pagamento dei debiti bancari.

Nel caso in cui i primi due indici risultassero insufficienti si passerà all’esame dei restanti indici

Nella tabella sottostante sono riportati i valori soglia dei 5 indicatori di allerta:

7-indicatori-della-crisi-d-impresa-tabella

Oneri Finanziari sui Ricavi

L’indice fornisce un’informazione molto generica sulla sostenibilità dell’indebitamento bancario. Il parametro, secondo CNDCEC non deve essere superiore a 1,5% – 3,8% nelle rispettive categorie settoriali.

Patrimonio Netto su Mezzi di Terzi

Il significato del Patrimonio Netto sui Mezzi di Terzi è questo: più l’impresa è capitalizzata con i mezzi propri (dei soci) e più è solida. Questo indice del livello di capitalizzazione dell’impresa non deve essere inferiore ai valori soglia che oscillano tra 2,3% – 9,4%.

Attivo a Breve su Passivo a Breve

L’indice che mostra la capacità di far fronte ai debiti a breve utilizzando le disponibilità a breve. Il rapporto tra l’attivo a breve ed il passivo a breve non deve essere inferiore ai valori soglia indicati dal CNDCEC, che variano dal 69,8% al 108%. Minore è la percentuale e minore è la quantità di crediti esigibili nel breve termine, destinati a coprire i fornitori e altri debiti a breve.

Cashflow su Attivo

Il rapporto tra il free cash flow e l’attivo indica il rendimento complessivo dell’investimento in termini di cassa generata. In sintesi il cashflow su attivo indica quanta cassa effettivamente è generata dal totale dell’investito nell’attivo, ovvero beni capitale e attivo circolante.

Debiti Previdenziali e Tributari su Attivo

Particolare attenzione meritano i debiti tributari e previdenziali, anche perchè l’INPS e l’AdE sono due degli Enti che devono segnalare lo stato di difficoltà dell’azienda. L’indicatore dei debiti previdenziali e tributari su attivo è sicuramente una novità nel novero degli indici di bilancio. Questo parametro deve assumere un valore inferiore alle soglie che variano dal 2,9% al 14,6% nei vari settori.