Lo Smart Working e la sicurezza

Lo Smart Working e la sicurezza

Lo smart working e la sicurezza sul luogo di lavoro. Ai sensi dell d.lgs 81/08 il datore di lavoro e’ responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore .

L’articolo deve essere letto in combinato disposto con l’art. 22, e ovviamente con l’art. 2087 c.c., in base al quale il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore . Anche nel caso la prestazionesia svolta in modalità di Smart working . Per questo consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, nel caso sia presente, un’informativa scritta. In questa informtiva sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.

Vi è quindi un onere informativo cui il datore deve attenersi.

Allo stesso tempo, il lavoratore è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro. Deve contribuire a fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali.

Circolare Inail 48/17

Su questi ultimi e sulle implicazioni assicurative per eventuali infortuni sul lavoro, è intervenuta anche la Circolare Inail 48/17, e, nella quale:

  • in via preliminare, si precisa che lo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità smart working non fa venir meno il possesso dei requisiti per la sicureza :
    • oggettivi, lavorazioni rischiose e
    • soggettivi, caratteristiche delle persone assicurate, previsti ai fini della ricorrenza dell’obbligo assicurativo;
  • così come, chiaramente, atteso che gli strumenti tecnologici sono sempre forniti dal datore di lavoro. Il quale è tenuto a garantirne anche il buon funzionamento. Permante il principio del trattamento paritario tra dipendenti, decondo cui l’adozione delle norme di sicurezza sul lavoro devono essere le medesime.

Lo smart working quindi non fa venir meno gli oneri di legge e le prescrizioni di cui all’art. 2087 c.c.

La circolare, inoltre, ribadisce il nesso di causalità, lo stesso peraltro previsto per gli incidenti in itinere, tra infortunio e prestazione, ovvero tra smart working e sicurezza. Gli infortunui occorsi al lavoratore smart sono tutelati se causati da un rischio connesso con la prestazione lavorativa. .

Compiti del datore di lavboro

Tuttavia, la modalità operativa così particolari, si pensi ad esempio al lavoro svolto da casa, fa si che saranno sempre necessari specifici accertamenti. I quali saranno finalizzati a verificare la sussistenza dei presupposti sostanziali della tutela. In particolare, deve essere verificata se l’attività svolta dal lavoratore al momento dell’evento infortunistico sia comunque in stretto collegamento con quella lavorativa.

Infine, il datore di lavoro deve fornire al lavoratore un’adeguata informativa circa il corretto utilizzo delle attrezzature/apparecchiature messe a disposizione per lo smart workng . Si deve, inoltre assicurare che detti strumenti siano conformi al titolo III del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e successive modifiche. Ciò significa che in capo al datore vige l’onere di verifica e tutela specifica. Ovvero vdeve verificare che lo strumento tecnico fornito sia conforme a legge. In particolare, , il lavoratore ne faccia un uso coerente con la funzione e con la destinazione d’uso del presidio stesso.